The dome – Stephen King

The dome

 

Autore: Stephen King

Anno di pubblicazione: 2009

Editore: Pickwick

Numero di pagine: 1052

Amazon: The dome

 

Mi risulta sempre complesso parlare dei romanzi di Stephen King perché mi rendo conto che si tratta di uno dei pochi autori in grado di farmi vivere esperienze molto intense. Riemergere da un suo libro non è facile, soprattutto quando parliamo di uno dei pesi massimi, uno dei lavori più lunghi e ricchi di particolari. Terminare un romanzo di King è un po’ come dire addio ad un piccola famiglia a cui ti eri affezionato sempre di più, pagina dopo pagina, orrore dopo orrore. Questo è quello che mi è successo anche nel caso di The dome, ma farò del mio meglio per mettere in fila dei pensieri sensati e parlarvene come si deve.

Partiamo dalle basi, di cose parla The dome? Ci troviamo nella piccola cittadina di Chester’s Mill, è una mattina come tante altre, o almeno così sembra. All’improvviso una gigantesca cupola invisibile cala sulla città confinando al suo interno tutti i suoi abitanti, che si ritrovano ad essere in trappola come dei topi. L’arrivo della cupola è fonte di guai sin da subito, poiché col suo gigantesco peso schiaccia, trancia e distrugge qualsiasi cosa o essere vivente si trovi sul suo perimetro. Passati i primi attimi di sgomento ci si attiva per capire di che cosa si tratti, ma si comprende presto che la superficie della cupola pare essere impenetrabile. Nessun arma o acido in possesso del governo americano pare essere in grado di scalfirla. E ora? C’è chi fa buon viso a cattivo gioco e si approfitta della situazione, c’è chi perde la testa e chi tenta in ogni modo di calmare la gente. Il caos si sta per abbattere su Chester’s Mill e non tutti avranno i mezzi per sopravvivere.

The dome mi ha colpita e affascinata sotto tantissimi punti di vista, si tratta di un libro molto corposo, King costruisce un mondo vasto, pieno di intrecci, ci sarebbero tantissime cose da dire. Per questo ho pensato di presentarvi i tre motivi per cui lo ritengo un libro valido e perché, secondo me, dovrebbero leggerlo tutti.

  1. I personaggi: sappiamo benissimo che la forza di King sta nella capacità di delineare i personaggi. Sono la prima che lo ripete continuamente, che non fa altro che elogiarlo per questa sua abilità. Penso però che in questo caso abbia tirato fuori tutto il suo arsenale e abbia concretizzato in un solo libro tutto ciò che ha imparato nel corso di tanti anni di carriera. In the dome King caratterizza una cittadina intera, il numero di personaggi è esorbitante. Non nascondo di aver faticato a ricordare nomi e caratteristiche di tutti all’inizio. Piano piano però si entra nella storia e il Mill diventa anche casa nostra. Conosciamo ogni personaggi, ogni volto a menadito, perché sono talmente a fuoco, che è impossibile scordarsi di loro. Ognuno ha un ruolo, ognuno ha un senso di esistere, un movente, servono tutti. King mette sempre in pratica ciò che diceva anche Hitchcock, se ti mostro una pistola, quella prima o poi sparerà un colpo. Allo stesso modo King ci mette davanti una grande quantità di personaggi, ma state certi che se ci sono significa che prima o poi si riveleranno utili.
  2.  L’intreccio: in The dome si crea un puzzle gigantesco, iniziamo a fare la conoscenza di persone e luoghi che sembrano totalmente slegati tra loro e poi ecco che piano piano si inizia ad intravedere un’immagine che si fa sempre più nitida. Fino ad arrivare alla fine, quando siamo in grado di unire tutti i puntini. Vediamo chiaramente il filo rosso che unisce tutto ed è lì che viene fuori tutta la bravura e la maestria di questo autore.
  3. Cura per i dettagli: in un libro così vasto è facile immaginare che vengano toccati tantissimi temi e ambiti diversi. Ogni personaggio ha un lavoro o degli interessi e anche questi vengono presentati. King parla di militari, missilistica, laboratori di metanfetamina, cucina, medicina, polizia, giunte comunali, scuole elementari e così via. C’è davvero molto materiale e salta agli occhi la precisa ricerca che è stata fatta per dare vita a tutto ciò. Questo è l’aspetto di King che amo di più, l’essere meticoloso. Ed è proprio questo che non fa dubitare nemmeno per un secondo di dove ci troviamo, chi siamo, con chi siamo e cosa vogliamo ottenere mentre ci troviamo immersi nella storia.

 

Concludo qui perché questa recensione rischia di diventare infinita, è uno dei quei casi in cui si potrebbe analizzare davvero ogni minima parte del romanzo, le sfaccettature sono tante e tutte molto interessanti. Spero di avervi incuriositi almeno un po’ o, per lo meno, di avervi invogliati ad approcciarvi a questo colosso di libro. Vi assicuro che ne vale la pena.

Alla prossima

Federica

 

Precedente L'educazione - Tara Westover Successivo La sonata a Kreutzer - Lev Tolstoj