Mia cugina Rachele – Daphne du Maurier

Mia cugina Rachele

Autore: Daphne du Maurier

Anno di pubblicazione: 1951

Editore: Neri Pozza

Numero di pagine: 383

Amazon: Mia cugina Rachele

 

Nel 2018 ho avuto il piacere di approcciarmi a quella fantastica scrittrice che fu Daphne du Maurier. I suoi romanzi hanno sempre esercitato una certa attrattiva su di me, soprattutto perché era molto apprezzata da uno dei miei registi preferiti, Alfred Hitchcock, che ha adattato alcune delle sue opere. Ho iniziato la mia avventura con la Du Maurier grazie a “Rebecca”, che ho amato molto e, in seguito, ho proseguito con “Mia cugina Rachele” che il libro di cui vi parlerò oggi.

CI troviamo nella Cornovaglia di metà Ottocento e i nostri protagonisti, Philip e Ambrose, sono due cugini molto affezionati l’uno all’altro nonostante la grande differenza di età. Il più vecchio, Ambrose, sotto consiglio del suo medico, parte per un soggiorno in Italia dove incontrerà la misteriosa “Cugina Rachele”. I due si innamoreranno e convoleranno a nozze dopo breve tempo. A Philip, da questo momento in poi, non arriveranno altro che rare lettere da parte del cugino lontano e questo farà crescere in lui sospetto e gelosia nei confronti della misteriosa incantatrice. Quando la situazione di Ambrose si farà preoccupante, il ragazzo dovrà intervenire e si troverà faccia a faccia con Rachele. Una donna atipica che porterà solo che guai nella vita dei due uomini.

Il romanzo è un thriller a tutti gli effetti, ma è un thriller in stile Du Maurier. Con questo intendo dire che la parte del mistero è ben presente, crea attesa e ansia nel lettore, ma lo fa in maniera sottile. La vicenda si dipana piano piano, pagina dopo pagina, quasi non ci si accorge del progredire degli eventi. Tutto scivola in maniera naturale, leggera. E’ solo dopo svariati capitoli che si inizia a percepire il disagio. Si arriva a capire con calma che non tutti i pezzi si trovano al posto giusto, non tutto quadra e vogliamo scoprire cosa. La scrittrice ci fa rimanere in attesa per parecchio tempo, le informazioni ci vengono fornite col contagocce. Tutto questo fa sì che si giunga al termine del libro in un crescendo di tensione che culmina in un finale coi fiocchi che vi farà rimanere a bocca aperta.

Il personaggio principale, Philip, è quello che mi è rimasto più impresso. Si tratta di uno dei personaggi più frustranti di cui io abbia mai letto. Lo vedrete essere sempre più ammaliato e ottenebrato dalla presenza di Rachele. Per lei inizierà a compiere azioni sempre più insensate, ingenue e avventate e questo vi farà innervosire non poco. Spesso ho desiderato di entrare nel libro per fermarlo io stessa, dato che le parole di coloro che gli sono attorno non servono a nulla. Philip è un ragazzo di poco più di vent’anni, non conosce il mondo, né sa bene come trattare le persone. E’ ingenuo ed impetuoso, questi sono i tratti del suo carattere che più lo fregheranno. Cadrà in trappola proprio per questo suo essere impulsivo. Sarà così dall’inizio alla fine, il personaggio è sempre coerente, sempre realistico, sembra quasi di trovarsi davanti ad un vero ventenne. Il fatto che l’autrice abbia scelto lui come personaggio principale dice molto sulla sua abilità. Lo modella come una persona buona, ma anche detestabile, e questo ci mette ancora più in confusione. Non sappiamo da che parte stare, chi stia dicendo la verità. Devo parteggiare per Philip o per Rachele?

Rachele non è certamente meno affascinante come personaggio. Si tratta di una donna colta, elegante, ma anche molto misteriosa e ambigua. Non si è mai davvero certi di aver capito quale sia la sua vera natura, quali siano i suoi sentimenti, i suoi reali pensieri. Lei rimane un’incognita dall’inizio alla fine. Soprattutto perché la vediamo sempre attraverso gli occhi di Philip, voce narrante, e non abbiamo mai l’occasione di entrare nella sua di testa. L’autrice rimane molto neutrale nei suoi confronti, non si espone mai, non ci indirizza, non ci suggerisce quale sia la considerazione che dovremmo avere di questa donna. Rachele è, e rimane, un gigantesco punto interrogativo ed è questa la forza del romanzo. E’ proprio questa sua ambiguità che tiene in pedi il mistero, che fa arrivare fino all’ultima pagina con la curiosità di sapere come si chiuderà questa tragica storia. La genialità sta nel fatto che il mistero si protrae a lettura terminata e che, probabilmente, non ci abbandonerà mai.

Come avrete capito questa lettura mi ha colpita molto e mi ha messo ancora più voglia di approfondire questa fantastica scrittrice. Sto pensando di acquistare anche la biografia della Du Maurier, sempre edita Neri Pozza. Probabilmente mi risentirete parlare di lei molto presto.

Fatemi sapere se anche voi lo avete letto e se siete d’accordo con le mie osservazioni. Avete mai letto qualcosa della Du Maurier?

Alla prossima

Lux

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