Le sette morti di Evelyn Hardcastle – Stuart Turton

Le sette morti di Evelyn Hardcastle

 

 

Autore: Stuart Turton

Anno di pubblicazione: 2019

Editore: Neri Pozza

Numero di pagine: 526

Amazon: Le sette morti di Evelyn Hardcastle

 

Bentornati a tutti tra queste pagine! Devo dare il bentornata anche a me stessa, dato che è passato parecchio tempo dall’ultima volta che mi sono trovata a scrivere sul blog. Mi dispiace molto di riuscire a malapena a trovare tempo per riempirlo. Questa è stata la prima versione di Lux bookshelf ad essere creata e ci tengo parecchio, purtroppo però di questi tempi tra studio, tesi, Instagram e ora anche Youtube, faccio veramente fatica a mettermi qui col computer a scrivere tutto ciò che mi passa per la mente. Detto ciò oggi vorrei, finalmente, parlarvi un pochino di una delle mie ultime letture. Il web è impazzito a causa di questo bellissimo volume, se ne è parlato in lungo e in largo e anch’io ho avuto modo di dire la mia, per questo ringrazio ancora una volta Neri Pozza che mi ha dato la possibilità di leggerlo subito. Bando alle ciance, iniziamo subito a parlare di “Le sette morti di Evelyn Hardcastle” di Stuart Turton.

E’ difficile parlare di un libro così intricato e particolare ed è ancora più complesso farlo assicurandosi di non fare alcuno spoiler e di non rovinare neanche una riga di questo romanzo per i futuri lettori. Ora mi ci metterò di impegno, cercherò di dirvi il meno possibile, ma allo stesso tempo di farvi comprendere ciò che ho provato io nel leggerlo. Aprendo le prime pagine di questo volume vi troverete spaesati, esattamente come il protagonista. In questo libro il lettore si può reincarnare perfettamente nella voce narrante, siete infatti la stessa persona e insieme piano piano arriverete a snodare i giganteschi nodi della trama e a svelare i misteri che si celano delle mura di Blackheath House. All’inizio siete entrambi persi in una fittissima nebbia. Non sapete dove siete, chi siete e che cosa sta accadendo. Sapete di essere qualcuno, di essere dentro a qualcuno, ma non avete idea di chi questa persona sia. Sapete che è successo qualcosa, ma non avete assolutamente capito cosa sia accaduto quasi davanti ai vostri occhi. Tutto chiaro, vero? Ecco, questo è quello che proverete leggendo i primi capitoli.

Ora però sarò gentile e tenterò di chiarirvi qualche punto fondamentale della trama, giusto per aiutarvi a capire se possa fare per  voi o meno. Come dicevo anche prima vi risveglierete a Blackheath House nel corpo di un ospite della villa, in questa si sta infatti per tenere una celebrazione che ricorda un evento accaduto quasi vent’anni prima. Venite anche poi informati del fatto che durante la festa la signorina Hardcastle verrà uccisa e voi dovete scovare il killer. Avete otto possibilità per farlo. Ogni giorno infatti vi sveglierete nel corpo di uno degli ospiti e dovrete sfruttare le apparenze che vi sono state donate per portare avanti il caso. Se non sarete in grado di trovare il colpevole tutto si azzererà e dovrete ricominciare da capo, solo fornendo il nome dell’assassino sarete liberi dal loop.

Tutto molto intrigante, lo so. Vi ho solo mostrato però la punta dell’Iceberg, sotto questa troverete un’enormità di informazioni, un’Atlantide di dettagli da tenere a mente. Ogni giorno la giornata si svolgerà nello stesso modo, ma anche in modo diverso. Ogni giorno avrete modo di segnarvi possibili piste, indizi, dettagli importanti, piccoli e grandi scoperte. Definire questo libro un thriller è alquanto riduttivo a mio parere, io lo avvicinerei più ad un gioco della Settimana enigmistica, ad un gigantesco puzzle super intricato che non fa altro che diventare più grande e più confusionario, un labirinto a cui piace cambiare (see what i did there?). E’ una tipologia di lettura davanti alla quale non mi ero mai trovata prima, perché il libro non sembra fatto di carta e inchiostro, ma sembra vivo, sembra quasi che si modifichi seguendo i ragionamenti di chi legge. Mi ha riportato alla mente i fantastici libri game che tanto erano amati negli anni ’90. Qui il percorso è decisamente unico e avete poca possibilità di scelta, però vi da quella stessa sensazione di gioco.

Non posso certo dire che si tratti del libro che vi cambierà la vita coi suoi significati ed intenti profondi, ma penso che a modo suo sia in grado di lasciare il segno. E’ un libro di intrattenimento, ma che richiede parecchia attenzione, come vi dicevo prima si tratta di una costruzione molto complessa fatta di dettagli, personaggi, incastri, brevi frasi e ricordi. Il tutto si unisce formando un perfetto ingranaggio, ma per stare dietro a tutto ciò è richiesta cura da parte del lettore. Se vi dimenticate qualcosa siete perduti, consiglio di farsi uno schemino salva vita. Se avete voglia di donargli una porzione del vostro cervello questo volume vi darà tantissimo. E’ lì davanti a voi pronto per farvi divertire e per sondare insieme a voi tutti i segreti di Blackheath. A lettura conclusa ho compreso perché viene così tanto paragonato a Cluedo, ovvero perché è proprio come giocare otto partite di questo gioco di società. Ad ogni manche vi ritroverete ad essere un personaggio diverso, a chiedere informazioni diverse, a cercare il tassello mancante per trovare l’arma, il luogo del delitto e l’assassino, a rimettere insieme informazioni e ad escludere pezzi. Insomma, una vera e propria partita di Cluedo. Ora non vi resta altro che scegliere la vostra strategia di gioco e buttarvi tra queste intrigantissime pagine.

 

Alla prossima

Fede

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