L’Agnese va a morire – Renata Viganò

L’Agnese va a morire

 

Autore: Renata Viganò

Anno di pubblicazione: 1949

Editore: Einaudi

Numero di pagine: 250

Amazon: L’Agnese va a morire

Torno finalmente sul blog (gli impegni mi stanno mangiando viva), per raccontarvi di una delle mie ultime letture. Si tratta di un libro che ho amato molto, col quale ho provato un imprinting quasi istantaneo, che non solo mi è piaciuto, ma che mi è proprio entrato dentro. Io e questa storia ci siamo fuse, siamo perfette insieme. Mi piace pensare che l’Agnese mi abbia trovata, è riuscita ad entrare nella mia vita proprio al momento giusto.

Partiamo, come al solito, con la trama. L’Agnese è una donna di mezza età che vive con suo marito in mezzo alla campagna. La Seconda Guerra Mondiale è in atto, arrivano continuamente notizie sparse, ma tutti sanno bene che i tedeschi stanno arrivando e che non porteranno nulla di buono. Dopo un avvenimento piuttosto tragico l’Agnese si deve allontanare da casa e si unisce ai partigiani. Prima diventa una staffetta, sfreccia per le campagne con la sua bicicletta scassata per portare avvisi di vitale importanza. Entrerà sempre di più nel gruppo, fino ad iniziare a prendersi cura di questi giovano coraggiosi. Preparerà da mangiare, si preoccuperà per loro, diventerà “Mamma Agnese”. Seguiamo dunque la sua storia, la storia della resistenza e di un paese profondamente ferito.

Non sono molto ferrata riguardo alla letteratura partigiana, ma è senza alcun dubbio un filone che trovo sia molto nelle mie corde e che voglio approfondire di più. L’Agnese per me è stata una rivelazione. E’ un libro che è finito tra le mie mani quasi per caso in un giorno in cui mi aspettava una lunga attesa, ma avevo dimenticato di portare da leggere. Sono entrata in Mondadori è l’ho scelto. Su di lui non avevo riposto grandissime aspettative, ma sono proprio questi i momenti in cui si trovano i libri della vita, no?

Questo è un libro pieno zeppo di contraddizioni. Da un lato si tratta di un libro semplice, ma allo stesso tempo è anche incredibilmente complesso e articolato. Ad una prima occhiata pare che sia tutto lasciato bene in vista, sulla superficie, ma riflettendoci ci si rende conto che c’è molto non detto e quando e ne accorgerete verrete colpiti con violenza da tutte le parole che l’autrice ha deciso di tralasciare. La scrittura è diretta, senza fronzoli, quasi telegrafica, ma è anche stratificata e studiata al millimetro. L’autrice ha soppesato con cura ogni frase, ogni parola, ogni virgola. Tutto ciò che trovate all’interno del libro ha trovato il posto che gli spettava. Non c’è nulla da aggiungere, nulla da togliere, tutto è dove dovrebbe essere. I personaggi paiono figure che già conosciamo, che già abbiamo visto, ma in verità dietro di sé nascondono un mondo. Ogni angolo di questo libro scarno, dritto al punto, nasconde tesori. Se vi fermerete a riflettere su una frase, su un avvenimento almeno per un secondo arriverete a ciò che c’è dietro, al vero cuore del libro.

Alla fine della narrazione Renata Viganò rivela che l’Agnese è esistita davvero. Aveva un altro nome, altre fattezze, ha conosciuto persone diverse, ha camminato su sentieri più lontani, ma c’era. Era nel mondo e ha lottato con una forza che nessuno le avrebbe riconosciuto in altre circostanze. Ha lottato per quello che credeva, per le persone che amava. Ha lottato seguendo ragionamenti semplici, dopotutto parliamo di una massiccia lavandaia di campagna, ma lei ha capito. Ha aperto gli occhi, si è fatta avanti e ha messo la giustizia, l’amore per il prossimo e la libertà davanti a tutto. Se durante la Seconda Guerra Mondiale da qualche parte è esistita un’Agnese, allora io oggi sono un po’ più serena e scrivo queste parole con un po’ più di fiducia nell’umanità.

Se non si era capito “L’Agnese va a morire” è ufficialmente rientrato tra i miei libri preferiti di sempre. Un romanzo che porterò nel cuore e consiglierò continuamente. Quanto è bello quando si scoprono perle in maniera totalmente casuale?

Grazie per aver letto il mio parere sconclusionato riguardo a un libro che mi ha totalmente conquistata. Se ancora non l’avete fatto, è chiaro che vi consiglio caldamente la lettura.

Alla prossima

Fede

 

 

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