La vita sessuale dei nostri antenati – Bianca Pitzorno

La vita sessuale dei nostri antenati:

Spiegata a mia cugina Lauretta che vuol credersi nata per partenogenesi

 

Autore: Bianca Pitzorno

Anno di pubblicazione: 2015

Editore: Mondadori

Pagine: 458

Trama (da Amazon): “Cara Lauretta, cara cugina come me orfana e come me allevata dalla inflessibile nonna nel culto della nostra nobilissima stirpe, perdonerai mai all’autrice di avere scritto questo libro sui nostri antenati? Di averne rivelato i segreti e i peccati più insospettabili a partire dal lontano Cinquecento, quando una firma del Viceré su una pergamena rese blu il nostro sangue che prima era rosso come quello di tutti gli altri abitanti di Ordalè e di Donora? Adesso che abbiamo quasi quarant’anni, che abbiamo vissuto la liberazione sessuale e le sfrenatezze del Sessantotto, che abbiamo messo la testa a partito, non ci dovrebbe risultare così difficile accettare che anche i nostri antenati, e specie le antenate, abbiano avuto le loro storie di letto, e non sempre esemplari. Lo so che per chiunque è difficile pensare che i propri genitori hanno avuto una vita sessuale, e che se così non fosse noi non saremmo qui… E i nostri nonni, come immaginarli a rotolarsi peccaminosamente tra le lenzuola? Ma con i bisnonni non dovrebbe essere così impossibile, specie se sappiamo che hanno messo al mondo quindici figli. Per non parlare dei trisnonni e dei quadrisnonni. Senza l’attività sessuale dei nostri antenati il genere umano si sarebbe estinto. Eppure tu, Lauretta, quando accenno a questo argomento ti turi le orecchie e strilli: “Bisogna essere proprio dei maniaci sessuali per pensare a certe cose”

 

Devo cominciare con una premessa, per niente originale dato che penso sia condivisa da moltissime persone della mia età, per quanto riguarda questa autrice. La mia passione per la lettura è nata quando da piccola mia madre mi comprava e leggeva i libri della Pitzorno, ricordo, in particolare, innumerevoli riletture di “L’incredibile storia di Lavinia” e di “Streghetta mia”. Nella fase successiva mi sono immersa nella lettura di “Ascolta il mio cuore” e quel libro non mi è mai uscito dalla testa. Io alle elementari sognavo di fare la scrittrice, passavo le giornate a riempire pagine di quaderno con le mie parole e grazie alla piccola Prisca mi sentivo compresa. Infine è arrivato il momento della “La bambinaia francese”, ultima lettura, sempre molto amata. Durante l’infanzia ai miei occhi la Pitzorno era un piccolo idolo, una donna che riusciva a creare storie e personaggi meravigliosi, io volevo essere brava come lei. Questo mio amore mi ha sempre accompagnata nel tempo, ma ovviamente crescendo mi sono approcciata ad altri tipi di romanzi e ad altri autori. La Pitzorno è rimasta “indietro”, ma sempre in quel suo posticino speciale dentro di me. Erano dunque tanti anni che non prendevo in mano un suo scritto e l’idea di rifarlo mi spaventava molto. Stavolta oltretutto si trattava di un testo diretto agli adulti. Temevo che il ruolo speciale che questa donna ricopre per me cambiasse del tutto, i miei ricordi di bambina potevano mutare e non sarei mai riuscita a sopportarlo. Poche cose custodisco con tanto affetto quanto i miei primi passi da lettrice, dunque questi attimi non si toccano. Tutto ciò per dirvi che ho aspettato due anni per comprare e iniziare questo volume e, tutto sommato, sono contenta di aver superato le mie paure.

All’inizio del romanzo ci viene presentata Ada, una donna di trentasette anni molto indipendente e decisa. Lei è il fulcro del racconto, partendo dalle vicende che compongono la sua vita ci narrerà della sua misteriosa e grandissima famiglia. Si andrà avanti e indietro nel tempo e numerosi segreti verranno a galla. Le prime cento pagine sono state uno scoglio non indifferente, non posso negare di essermi annoiata e di aver trovato la narrazione eccessivamente prolissa. Il lettore si trova davanti a delle vicende di cui viene spiegato poco, sembra che manchino sempre dei pezzi. Inoltre, dato che la protagonista è una studiosa dell’antichità, sono presenti numerose spiegazione relative alla cultura classica. Per certi versi queste pillole di grecità sono interessanti, d’altra parte rallentano immensamente la narrazione. Il resto del libro l’ho divorato, non mi sono neanche resa conto di essere arrivata alla conclusione. Piano piano vengono presentate diverse figure cardine della famiglia e vorrete sapere sempre di più sulle loro vite. In particolare ho trovato meraviglioso il personaggio dello zio Tancredi, un uomo coltissimo e di immensa generosità. Devo però avvertirvi, alcuni dei misteri presenti nel libro non verranno mai rivelati. L’autrice ha disseminato diversi indizi, in modo tale che il lettore riesca a comprendere da sé. Questo aspetto per me è stato piuttosto intrigante, ma posso capire che ad altre persone possa risultare fastidioso. La Pitzorno infatti, a causa delle numerose proteste dei lettori, ha scritto un capitolo aggiuntivo (lo trovate sul sito web dell’autrice) in cui vengono spiegate chiaramente tutte le vicende lasciate in sospeso nel romanzo.

Riassumendo penso che sia un libro godibile, divertente da leggere, soprattutto per chi è amante delle saghe familiari. Inoltre, per gli amanti della Pitzorno, è un ottimo modo per rituffarsi nell’infanzia poiché ritroverete tutti i tratti caratteristici della sua scrittura. Lei è inconfondibile, a partire dalla scelta dei nomi fino ad arrivare alle citazioni classiche. E’ una lettura che consiglio per passare qualche ora spensierata totalmente immersi nella storia di questa famiglia complicata e, ovviamente, lo consiglio tanto a quelli che sono cresciuti con questa autrice.

Alla prossima

Lux

 

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