La sonata a Kreutzer – Lev Tolstoj

La sonata a Kreutzer

 

Autore: Lev Tolstoj

Anno di pubblicazione: 1891

Editore: Feltrinelli

Numero di pagine: 148

Amazon:La sonata a Kreutzer

Oggi parliamo dell’ultima lettura che ho avuto modo di terminare. Si tratta di un libro speciale da molti punti di vista, sia perché ha una storia editoriale piuttosto particolare, sia perché, per me, si tratta della prima lettura fatta per la challenge che ho creato (se volete saperne di più trovate tutte le informazioni qui ).

“La sonata a Kreutzer” è stato un ottimo secondo approccio ad un autore che ritengo essere molto interessante, come scrittore e come personaggio. Procediamo dunque parlando un po’ di quello che sta dietro a questo titolo, poi vi dirò invece cosa ne penso io personalmente.

Inizierei col delineare brevemente la trama: la narrazione si svolge tutta su un treno, sul quale facciamo la conoscenza di un viaggiatore senza nome. Nella sua carrozza sta avendo luogo una discussione di gruppo riguardante l’amore quando, all’improvviso, un uomo anziano, che fino a quel momento era rimasto in disparte, si intromette per contraddire tutti i presenti e ammette di aver commesso uxoricidio in passato. Più tardi, quando sarà ormai calata la notte, inizierà a raccontare della sua vicenda alla voce narrante, al quale spiegherà perché e come è arrivato a compiere un gesto tanto estremo.

“La sonata a Kreutzer” è un libro piuttosto breve, la storia in sé per sé conta circa 120 pagine, 148 con la postilla dell’autore. Nonostante la sua brevità la stesura fu relativamente lunga, Tolstoj iniziò infatti a scriverlo nel 1887 per terminarlo solo nel 1889. Una volta terminato venne sottoposto ad un piccolo campione, costituito da amici dello scrittore, in occasione di una lettura privata. Sin da questi primi momenti la vicenda, il linguaggio e le tematiche presenti nel libro suscitarono non poco scalpore. Tanto che il libro venne presto censurato. La vera e propria pubblicazione avvenne soltanto nel 1891, quando la consorte di Tolstoj, Sonja, scrisse personalmente allo zar Alessandro III pregandolo di intervenire. Grazie a questa intercessione finalmente il romanzo fu affidato nelle mani del pubblico. Anche dopo la pubblicazione “La sonata a Kreutzer” fu fortemente criticato e non venne mai considerato uno dei migliori lavori dello scrittore.

Quale fu però il motivo di tanta indignazione? Innanzitutto il linguaggio utilizzato da Tolstoj nell’opera non era dei più consoni per i canoni dell’epoca, Tolstoj parla infatti di amore carnale, di rapporti sessuali e lo fa senza tanti filtri. Non era certamente usuale per uno scrittore esprimersi in maniera tanto diretta riguardo a determinati argomenti e questo colpì negativamente l’opinione di critici e lettori. In aggiunta a questo, all’interno del romanzo l’autore prende delle posizioni piuttosto estreme. La sonata si inserisce infatti nel secondo periodo della produzione di Tolstoj, ovvero quello post conversione. Troviamo uno scrittore dedito a Dio, che rifiuta la natura e qualsiasi cosa che si discosti dalla fede. Potete dunque immaginare quali siano le sue convinzioni relativamente ai rapporti sessuali. Tolstoj afferma addirittura che l’amore è male, poiché porta solo e soltanto al rapporto carnale, alla lussuria, al desiderio, è solo questo che tiene insieme una coppia. Non c’è purezza nell’amore, non c’è gioia. La felicità viene spazzata via dal peccato. La vicenda narrata dall’autore ruota attorno a queste convinzioni, il disperato protagonista, Pozdnysev, ci prende per mano e ci racconta del suo passato e di tutti gli avvenimenti che lo hanno poi portato ad abbracciare un’idea dell’amore così rigida e pessimista.

Personalmente il romanzo mi è piaciuto, nonostante io non mi senta di inserirlo tra i classici che mi hanno cambiato la vita. Si tratta di un libro scritto magistralmente (c’è bisogno di dirlo?), è un vero piacere da leggere. La sonata si può quasi definire un lungo monologo, che oltre alla pura narrazione contiene digressioni di stampo filosofico e religioso. Le affermazioni di Tolstoj sono lontane anni luce da quello che è il mio pensiero personale, non concordiamo in nulla. Trovo, però, che a volte sia interessante fermarsi ad ascoltare una voce diversa, che abbia pensieri che sono agli antipodi dei nostri. Per questa ragione l’ho trovata una lettura molto interessante e formativa, che ha ampliato le mie conoscenze riguardo a questo autore e ha amplificato, non di poco, il mio interesse nei suoi confronti. In precedenza io avevo letto solo Anna Karenina, che però si fa portavoce di un Tolstoj totalmente diverso e sentivo la necessità di conoscere anche l’altra faccia della medaglia.

Riassumendo, magari non ve lo consiglio come primo approccio all’autore, ma se siete in cerca di uno spunto in più per conoscerlo meglio, o se volete leggere qualcosa che vi colpisca, qualcosa di controverso, che sia in grado di accendere una miccia in voi, è decisamente il libro giusto.

Spero che la recensione vi sia piaciuta, fatemi sapere cosa ne pensate.

Alla prossima

Federica

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