La canzone di Achille – Madeline Miller

La canzone di Achille

 

Autore: Madeline Miller

Anno di pubblicazione: 2019

Editore: Marsilio

Numero di pagine: 382

Amazon: La canzone di Achille

 

Ormai la mia continuità nel riempire lo spazio del blog è davvero imbarazzante, ma la sessione estiva incombe e le cose peggiorano sempre di più. Si accumulano impegni, studio e distrazioni varie così mi trovo non solo a far fatica a scrivere di libri, ma anche a non trovare il tempo per leggere i suddetti libri. Le mie letture procedono a passo di lumaca e mi rendo conto che è arrivato quel periodo dell’anno in cui gravito solo attorno a letture leggere che non facciano altro che farmi compagnia per qualche ora distogliendomi del tutto dai pensieri negativi. Tra le letture di questo genere entra a pieno titolo “La canzone di Achille” di Madeline Miller, uno degli ultimi testi che sono riuscita a terminare ed è anche il romanzo di cui vi andrò a parlare oggi (colpo di scena incredibile).

Come ci viene già suggerito dal nome il libro in questione non è altro che un retelling dell’Iliade, in particolare della storia di Achille e Patroclo, solo che questa volta il narratore è proprio quest’ultimo. Conosciamo Patroclo quando non è altro che un bambino e sarà lui a prenderci per mano e a raccontarci di come ha conosciuto il figlio di Teti e Peleo, di come i due sono diventati grandi amici e poi amanti, fino ad arrivare alla guerra di Troia con la sua tragica conclusione. Le vicende narrate sono arcinote, non aspettatevi nessuna svolta inaspettata o incredibile colpo di scena perché la Miller, giustamente direi, si limita a seguire la storia canonica semplicemente arricchendola di dettagli. Patroclo è un narratore molto interessante, una scelta intelligente e furba da parte dell’autrice, che tramite i pensieri del mitico personaggio può donare al lettore un punto di vista ampio. Patroclo tende ad osservare da lontano, spesso è solo uno spettatore delle mitiche gesta di Achille, un po’ come noi che leggiamo e anche per questo è molto facile immedesimarsi in lui.

La Miller fa un lavoro molto introspettivo, non si focalizza tanto sull’azione, quanto piuttosto sui sentimenti, su quello che provano i nostri scintillanti eroi, sulle loro paure, le loro passioni, le loro gioie. In particolare per quanto riguarda la coppia Achille-Patroclo non si può fare a meno di affezionarsi, di entrare in sintonia col loro, alla fine arriverete a sperare con tutto il cuore che il finale questa volta sia diverso, che non sarete costretti a mettervi davanti alle dolorosissime pagine finali.

I personaggi risultano credibili, abbastanza vicini a quelli che già conosciamo e devo addirittura ammettere che le caratteristiche inedite aggiunte dalla Miller non mi sono affatto dispiaciute. Nonostante la presenza del bellissimo e mitico Achille, questa volta il vero eroe del racconto risulta però essere il timido e pauroso Patroclo, che nonostante il timore e l’evidente incapacità di replicare le gesta del divino amico, non si tira mai indietro dal difendere i suoi cari, è proprio lui che manovra la vicenda, nel bene e nel male, e che spesso risolve la situazione. Tutto il su coraggio viene fuori nel momento in cui viene a conoscenza della terribile profezia, del destino tragico che li aspetta sin dall’inizio. I due protagonisti sanno a cosa vanno incontro sino dall’adolescenza e, da quel momento in poi, ogni loro azione, ogni loro respiro sarà come fare un passo in più verso la triste conclusione. Loro questo lo sanno perfettamente, ma vanno avanti. Achille grazie alla promessa di rimanere nella storia e nel cuore delle persone, Patroclo con la convinzione che in qualche modo riuscirà a eludere il fato e a salvare l’amore della sua vita.

La scrittura della Miller è molto semplice e piacevole, le pagine scorrono senza che ve ne accorgiate. Si tratta senza alcun dubbio di una lettura veloce, da divorare in poche sedute. In sua compagnia passerete sicuramente un piacevolissimo pomeriggio. La forza del testo penso che sia proprio questa, ovvero come l’autrice sia riuscita a rimodellare la materia di base e a creare qualcosa di più, perdonatemi il termine, mainstream e accessibile a tutti. Il tutto viene fatto senza stravolgere la storia di base, anzi, la Miller sceglie delle versioni del mito molto interessanti, spesso meno conosciute, che mi hanno anche dato buoni spunti per approfondire alcuni argomenti. Piacevoli anche i rimandi alla lingua greca, capita infatti che vengano spiegati alcuni termini cardine presenti nell’Iliade o nella mitologia greca in generale, se non avete un background classico penso che possano senza dubbio arricchirvi.

Insomma, una lettura leggera, ma non per questo di bassa qualità. Presenta qualche difetto, personalmente ho trovato alcuni passi un tantino troppo sdolcinati, ma sono riuscita a chiudere un occhio senza troppo sforzo, e se lo dico io che non sopporto le romanticherie sono sicura che possiate farcela tutti. Per me assolutamente consigliato, pollice in su per un libro che inizialmente guardavo dall’alto in basso e che alla fine si è dimostrato una piacevolissima scoperta.

Alla prossima

Fede

 

 

 

 

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