Il regno corrotto – Leigh Bardugo (review tour)

Il regno corrotto – Leigh Bardugo

 

Mi rende davvero felice essere qui a mettere insieme questo post per voi. E’ un po’ che non ho occasione di tornare sul blog e sapete che mi dispiace sempre abbandonarlo, ma, sentimentalismi a parte, l’importante è che ora sono qui a scrivere. Inoltre, quella che vi propongo oggi non è proprio una normale recensione, ma qualcosa di più speciale. Il post che state leggendo fa infatti parte di un review tour (ringrazio Maria di The shelter of books per l’invito) interamente dedicato a “Il regno corrotto” di Leigh Bardugo.

Se mi seguite su Instagram forse sapete che durante l’estate 2018 ho fatto la conoscenza di quell’incredibile autrice che è Leigh Bardugo e che proprio questo magico incontro ha fatto sì che io tornassi a leggere fantasy. Durante quel caldo Agosto infatti, incuriosita dalle recensioni entusiastiche che trovavo sul web, ho deciso di acquistare i volumi (in inglese) della duologia di “Six of crows”. Li ho letti entrambi nel giro di una settimana, ma non esagero dicendovi che ho continuato a pensarci e ripensarci per mesi e mesi. Erano anni ormai che non riuscivo più a dare fiducia al fantasy, colpa di delusioni piuttosto grosse subite da adolescente, ma la Bardugo e i suoi Scarti sono riusciti a convincermi del fatto che anche nel panorama fantasy contemporaneo esiste qualcosa di valido, qualcosa che può essere ancora in grado di farmi sognare.

Da tutto questo racconto potete già facilmente intuire che ero più che entusiasta quando Mondadori ha annunciato che finalmente la duologia sarebbe stata portata in Italia. Ero curiosa di sapere come sarebbe risultata la traduzione, come sarebbe stato rileggerlo nella mia lingua madre e, soprattutto, non vedevo l’ora che questa meravigliosa storia arrivasse nelle mani di tutti i lettori italiani.

Appena è uscito “Sei di corvi” l’ho portato a casa con me, riletto subito e, neanche a dirlo, le impressioni che avevo avuto in lingua originale sono state riconfermate alla grande.

E’ dunque con grande gioia che oggi sono qui a parlarvi del secondo e ultimo volume della duologia, ovvero “Il regno corrotto”. Trattandosi di un secondo volume non vi parlerò della trama, dato che sarebbe spoiler, quindi prima vi darò un’infarinatura generale relativamente a che cosa troverete in questi libri e poi scriverò un breve commento sul secondo volume (sempre no spoiler).

Ora, la prima domanda a cui è fondamentale rispondere è: che cos’è “Sei di corvi”?

Si tratta di una duologia che fa parte del Grishaverse, l’universo fantastico creato da Leigh Bardugo e apparso per la prima volta nella Trilogia Grisha (che ci verrà portata l’anno prossimo sempre da Mondadori). Le due storie sono totalmente staccate l’una dall’altra, al punto che sono persino ambientate in due zone diverse del mondo Grisha. E’ quindi possibile leggere “Sei di corvi” come vicenda a sé stante senza aver letto la Grisha, non vi perderete quasi nulla, non vi preoccupate.

La nostra storia segue un gruppo di criminali, detti Gli Scarti, che vivono a Ketterdam, una città con un altissimo tasso di criminalità che esteticamente si avvicina alla nostra Amsterdam. Il gruppo è capitanato dal misterioso Kaz Brekker, detto anche Mani sporche, un giovane furbo, molto intelligente, che mette i suoi guadagni davanti ad ogni altra cosa. Verrà incaricato, insieme alla sua banda, di portare a termine una missione quasi impossibile, dovranno infatti liberare uno scienziato incarcerato dentro la Corte di Ghiaccio, una prigione da cui nessuno è mai uscito prima.

Immaginatevi dunque un mix tra Peaky blinders e Ocean’s Eleven, condito con un po’ di magia. Ora non potete dirmi che l’idea non è allettante, non sareste credibili.

Il primo volume è un concentrato di azione, cliffhangers e personaggi caratterizzati alla perfezione. Io me ne sono innamorata perdutamente.

E invece riguardo a “Il regno corrotto”? Cosa ne penso?

Per farla breve penso che questa seconda parte sia la perfetta conclusione della vicenda. E’ come se ognuno dei personaggi all’inizio fosse stato messo su un sentiero e che voi sappiate fin da subito che c’è un punto di arrivo per ognuno di loro, una conclusione naturale e spontanea per ognuna delle loro vicende. Ecco, secondo me, la Bardugo alla fine li conduce tutti esattamente dove dovevano arrivare. Nessuno di loro esce dal personaggio neppure per un secondo. Crescono tutti moltissimo nel corso di questi due libri, imparano qualcosa di nuovo su loro stessi e sui loro compagni di viaggio, ma questo avviene mentre rimangono sempre fedeli alla loro natura.

In entrambi i volumi il punto forte non è tanto l’intreccio, che comunque è sempre interessante e adrenalinico, ma sono proprio i protagonisti. La Bardugo dimostra di avere un talento enorme quando si tratta della creazione del nostro gruppo di giovani criminali. Hanno infatti tutti delle caratteristiche uniche ed interessanti. L’autrice dota ognuno di loro di una peculiarità, di un difettuccio, che fa parte della loro persona senza però mai definirli in toto. Nessuno di loro diventa un cliché, un tutt’uno con il loro difetto, anzi lo sfruttano e lo tramutano in un vantaggio, in un tratto caratteristico che, a volte, riesce a renderli persino più forti. Tutto ciò è molto raro da trovare in un libro dedicato ad un pubblico così giovane, la Bardugo crea un personaggio per tutti, ci fa sentire tutti compresi e rappresentati all’interno della sua storia.

Il secondo volume è ancora più al cardiopalma del primo, l’autrice si diverte a terminare ogni capitolo con giganteschi cliffhangers che vi costringeranno a non fermarvi mai e a proseguire la lettura ancora e ancora. Preparatevi a leggere interi capitoli tenendo il fiato sospeso, a chiedervi anche durante la notte “chissà cosa succederà dopo” e a pregare che per i vostri beniamini si concluda tutto per il meglio.

Se avete già letto e amato “Sei di corvi” preparatevi ad immergervi nella lettura del suo più che degno seguito, al suo interno troverete tutto quello che cercate e anche di più. Ringrazio ancora tantissimo Mondadori per aver portato anche in Italia questo gioiellino e per averlo fatto con tanta cura, la traduzione di Fabio Paracchini e Lorenza Pellegri è fatta coi guanti ed è in grado di ricreare in pieno la magia dell’originale. Se invece dovete ancora imbarcarvi in questo viaggio, la mia domanda è: cosa state aspettando? Avete bisogno di questi volumi nella vostra vita, fidatevi di me.

Spero di avervi convinti definitivamente a dare una chance a questa meravigliosa duologia, vi assicuro che non rimarrete delusi. Parola di lupetto, anzi di corvetto (è una pessima battuta, me ne rendo conto).

A presto!

Fede

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