Il Priorato dell’Albero delle Arance – Samantha Shannon

Il Priorato dell’Albero delle Arance

 

Oggi, Martedì 26 Novembre, sugli scaffali di tutte le librerie sarebbe dovuto apparire in tutta la sua bellezza il nuovo gioiello di casa Oscar Vault, ovvero “Il Priorato dell’Albero delle Arance” di Samantha Shannon. Purtroppo la stampa ha dato qualche problema e dovrete aspettare qualche giorno in più per stringere tra le mani questa meraviglia. Nel frattempo però io mi metto avanti e oggi vi racconto cosa penso di quello che è stato definito il fantasy dell’anno.

Il mattone della Shannon ha collezionato moltissimi consensi all’estero, non solo da parte dei lettori, ma anche numerosi scrittori si sono fatti avanti per tessere lodi a questo titolo. Se aggiungete tutto questo all’hype che la nostra Oscar Vault è stata in grado di creare attorno a questa uscita, potete facilmente intuire che le mie aspettative non erano alte, di più.

Vorrei organizzare questa recensione in parti, in modo tale da non lasciare indietro nulla. Ci troviamo alle prese con un romanzo davvero lungo e corposo, gli aspetti da sviscerare sono moltissimi e io non voglio rischiare di dimenticarmi nulla. Partirò quindi dandovi un’infarinatura sulla trama e sul mondo in cui ci muoviamo, passerò poi a raccontarvi cosa mi è piaciuto e perché vi consiglierei questa lettura e terminerò invece con le note dolenti, ovvero spiegandovi cosa non mi è piaciuto e perché.

Per tentare di schematizzare ulteriormente questo discorso vi racconterò la trama del libro un po’ come mi faceva fare la mia maestra delle elementari, ovvero rispondendo alle cinque domande:

Chi? I nostri protagonisti e/o voci narranti sono quattro. Per prima troviamo Ead, una domestica di corte che però nasconde un grande segreto e delle abilità fuori dal comune. Incontriamo poi Tané, una giovane che sta per entrare a far parte dei Guardiani dei Mari, un gruppo di cavalieri che cavalcano draghi maestosi. Loth è invece un cavaliere dall’animo nobile che è stato allontanato dalla corte con l’inganno e che sarà costretto ad imbarcarsi in una missione pericolosissima. Per ultimo troviamo il più anziano, ovvero Niclays, un anatomista e alchimista esiliato che sarebbe disposto a tutto per portare avanti i suoi esperimenti. Ah, e poi ci sono i draghi, un sacco di draghi.

Che cosa? Una terribile minaccia uscita da un’antica leggenda incombe sul mondo creato dalla Shannon, il terribile Senza Nome si sta risvegliando e ogni nazione sarà costretta a mettere da parte le discordie per unirsi e combattere.

Quando? La narrazione copre un arco di tempo abbastanza ampio e saltella dal presente al passato in modo da fornirvi un quadro completo della vicenda.

Dove? Il mondo è diviso in Oriente, Occidente e Meridione, ogni zona è caratterizzata da un credo e da una cultura diversa. Troverete tantissima varietà all’interno di questa storia.

Perché? Questo dovrete scoprirlo voi…

Come vi raccontavo qualche giorno fa su Instagram, secondo me questo titolo possiede un grande pregio che salta immediatamente agli occhi, ovvero si tratta di un fantasy vecchio stampo. Chiudete un attimo gli occhi e iniziate a immaginarvi una storia appartenente  a questo genere letterario. Vi verranno sicuramente in mente alcuni topos che caratterizzano il genere, penso alla magia, alle corti, ai regnanti, a mostri terribili, alla lotta contro il male, ai draghi e molto altro. Ecco, nel romanzo di Samantha Shannon troverete tutto questo. Si tratta di una storia che trasuda fantasy da tutti i pori e, per quanto io ami le innovazioni, è stata una vera goduria prendere in mano un romanzo vecchio stile. Attenzione però, vecchio stile non vuole dire banale o già visto, non c’è niente di più lontano dal Priorato. L’autrice infatti prende tutti gli elementi che noi conosciamo già alla perfezione, li butta in un frullatore e crea un sapore che non avete mai sentito prima. Riesce a rinfrescare ogni elemento dandogli nuova linfa e nuove chiavi di lettura. L’universo della Shannon profuma di casa, ma anche di mobili nuovi di zecca.

L’altro elemento positivo che salta subito agli occhi sono i personaggi femminili. Nel mondo del Priorato ogni donna è credibile, interessante e sfaccettata, potrebbero essere tutte definite eroine forti e intraprendenti, ma sanno esserlo in maniera credibile e umana. Siamo ben lontani da quelle protagoniste-robot fastidiosamente perfette e invincibili. I personaggi scaturiti dalla mente della Shannon sono tridimensionali e spesso molto vicini alla realtà. Aprire un libro e trovarci dentro figure femminili vere e dotate di tante sfumature intriganti mi riempie sempre di gioia. Trovo che non sia affatto scontato, molto spesso sono rimasta delusa dalla caratterizzazione di un personaggio nel quale riponevo molte aspettative. A mio parere la Shannon si merita una stellina extra anche solo per questo lavoro eccelso.

L’autrice è sicuramente molto abile nel trattare tutto questo materiale. Il mondo è vastissimo e i personaggi molto numerosi, ci vuole una certa abilità per riuscire a non perdere le redini e a mettere un po’ di ordine in tutto quel marasma. La Shannon non si perde né si confonde mai e fa in modo che anche tu, ingenuo lettore, abbia modo di seguirla senza perdere l’orientamento nel labirinto che ti circonda.

Ora però mi tocca mettere da parte le lenti rosa e procedere parlandovi delle note dolenti. Prima di tutto però penso che sia arrivato il momento di confessarmi e di dire chiaro e tondo cosa penso di questo titolo. Il verdetto in sintesi è: bello, ma non ci vivrei.

Scherzi a parte, ora mi spiego meglio. Ho amato moltissimi aspetti di questo romanzo, ero curiosa di sapere dove saremmo arrivati e di scoprire il destino dei personaggi. Sono stata contenta di trovare elementi freschi e innovativi e di leggere un testo scritto da una persona senza dubbio acuta e capace. Nonostante tutte queste belle cose però non mi sono totalmente innamorata di questo romanzo. Ho come avuto la sensazione che per tutta la lettura ci fosse un muro tra me e la storia, non sono riuscita a farmi suggestionare dall’ambientazione e dalle parole della Shannon. Mi sono sentita sempre un po’ distante e mi verrebbe spontaneo imputare tutto ciò alla velocità, a tratti eccessiva, con cui vengono narrate le vicende.

Il Priorato è uno stand alone, ovvero un volume unico. Non ci saranno seguiti, prequel o altro. La storia inizia e finisce tra le pagine di questo volume. Per questa ragione è naturale che l’autrice si sia vista costretta ad accelerare, soprattutto in alcuni punti. La storia deve andare avanti senza mai fermarsi, la trama deve continuare a srotolarsi senza quasi fornire momenti di respiro. Quello che troverete sono quindi piccoli capitoli, alcuni davvero molto brevi, in cui succedono tantissime cose. I personaggi si muovono continuamente e lo fanno passando direttamente da A a C, non ci viene quasi mai mostrato il passaggio attraverso B. Come già vi ho detto questo ritmo, a mio parere, non lascia il tempo al lettore di farsi ammaliare davvero dalla storia o di riuscire ad entrare davvero in empatia coi personaggi. Non c’è quasi tempo per imparare a volere bene a tutti loro, io ero sempre impegnata a stare dietro all’azione e non ho mai avuto modo di imparare a conoscere davvero nel profondo i protagonisti.

Si tratta  come al solito di mie osservazioni totalmente soggettive fortemente influenzate dal mio gusto personale, da ciò che a me piace trovare nei libri. A livello oggettivo però ribadisco che “Il priorato dell’albero delle arance” è senza alcun dubbio un prodotto ben pensato e di qualità, l’autrice ha preso una strada coraggiosa e ha voluto mostrare un mondo sfaccettato e diverso ai lettori di tutto il mondo. Le intenzioni che stanno dietro a questo romanzo sono più che lodevoli.

Insomma, quindi ve lo consiglio? Io direi di sì. Al di là delle mie opinioni soggettive, penso che meriti di entrare nella vostra libreria anche solo per il lavoro incredibile che è stato fatto su questo volume, sia da parte dell’autrice che dell’editore. L’estetica è stata curata nei minimi dettagli e una bellezza simile non può assolutamente mancare nelle vostre librerie. Se siete in dubbio io vi ripeto quello che consiglio spesso, ovvero di andare in libreria, dargli una sfogliata e vedere se vi intendete o meno.

A presto

Fede

 

 

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