Gli scomparsi di Chiardiluna – Christelle Dabos

Gli scomparsi di Chiardiluna

Autore: Christelle Dabos

Anno di pubblicazione: 2019

Editore: Edizioni e/o

Numero di pagine: 562

Amazon:Gli scomparsi di Chiardiluna. L’Attraversaspecchi: 2

 

Qualche giorno fa, dopo un paio di tentativi di lettura infruttuosi, mi sono resa conto che la mia mente richiedeva qualcosa di leggero. Qualcosa che fosse un piacere da leggere e che non mi richiedesse troppa concentrazione. Dato che circa due mesi fa ho letto “Fidanzati dell’inverno” di Christelle Dabos, e che il libro non mi era dispiaciuto (trovate la mia recensione qui), mi sono avventurata nel suo seguito. Ho così iniziato la lettura di “Gli scomparsi di Chiardiluna” e oggi vi racconto cosa ne penso. Sarò un po’ una voce fuori dal coro. Non è una lettura che mi ha lasciata del tutto soddisfatta, mi aspettavo molto di più e, in un certo senso, sono rimasta delusa. Ora vi spiegherò quali sono state le cose che mi hanno fatto storcere il naso e quali invece quelle che mi sono piaciute. Sorvolerò sulla trama, dato che si tratta di un seguito non vorrei fare spoiler.

Iniziamo subito a parlare delle mie impressioni, prima quelle positive e poi quelle negative.

L’ambientazione è il punto forte di questa saga, era così anche nel primo volume e nel seguito la Dabos non si smentisce affatto. L’arca di Polo è ancora una volta l’ambientazione di questa storia, si tratta di un luogo freddo, sfarzoso, elegante. Lascia il lettore meravigliato descrizione dopo descrizione. In questo secondo libro veniamo introdotti a nuovi ambienti della corte e a nuove zone di Polo, il mondo si allarga in maniera sempre più originale e sorprendente. Rimangono i richiami steampunk, sono molto presenti elementi della corte del Re Sole, ma anche bizzarrie che ricordano Alice nel paese delle meraviglie e molto altro. La saga dell’Attraversaspecchi è un frullato ottimamente riuscito di influenze e citazioni, anche questa seconda volta la strategia funziona benissimo.

Dopo la lettura del primo libro, uno degli aspetti che meno mi erano piaciuti era la caratterizzazione dei personaggi. I due protagonisti mi erano parsi delle macchiette, l’ennesima riproduzione dei classici protagonisti fantasy, non avevo trovato nulla di nuovo e interessante in loro. Anche i personaggi secondari si erano un po’ rivelati una delusione. Le premesse c’erano tutte, sulla carta potevano rivelarsi più interessanti dei principali, purtroppo però mancavano di approfondimento psicologico e, per quanto fossero intriganti, ci si fermava solo alla superficie. Con “Gli scomparsi di Chiardiluna” questi problemi vengono un minimo risolti, Ofelia e Thorn vengono indagati meglio e mostrano nuovi lati del loro carattere. Sono stati sicuramente fatti passi in avanti in questo senso, anche se non sono ancora del tutto soddisfatta. Spero che nel terzo volume la Dabos ci regali ancora più sorprese.

Ora arriviamo alle note dolenti, ovvero agli aspetti che meno mi hanno convinta. Innanzitutto, trovo che il libro riesca nell’incredibile impresa di risultare lento e caotico allo stesso tempo. Da una parte sembriamo non arrivare mai al dunque, fino alla fine veniamo bombardati di informazioni, ma queste non ci aiutano affatto a sbrogliare la matassa. Siamo sempre in attesa di qualcosa, che ci viene, più o meno, dato solamente a fine lettura. Questo mi ha dato l’impressione che il libro durasse moltissimo. Dall’altra parte, la Dabos ha creato una storia e un mondo molto particolari, all’interno dei quali ci deve portare spiegando tutto ciò che succede, tutto ciò che ci si para davanti. Le informazioni sono talmente tante che si fa fatica a stare dietro a tutto, a tenere a mente ogni cosa che ci viene detta. Questo accelera tantissimo il ritmo, dando l’impressione che la narrazione vada veloce come un treno, quando in realtà, se si va a stringere, sta succedendo davvero poco. Tutto ciò mi ha affaticato non poco la lettura e mi sono trovata ad arrancare, soprattutto verso la fine.

I due elementi che però mi risultano meno riusciti e che, personalmente, non mi sono piaciuti di questa saga sono due: la scrittura e la costruzione della storia. Per quanto riguarda la scrittura mi sono resa conto di non trovarmi per nulla con la scrittura della Dabos. E’ uno stile piuttosto semplice e lineare che, a mio parere, non dona niente di più alla vicenda. E’ molto elementare, ma a tratti vengono utilizzati paroloni inusuali, come se si volesse dare un tocco più elegante al tutto. Non mi ha aiutata ad entrare nella storia e non è riuscita a colpirmi. Con costruzione della storia invece intendo il fatto che, per il momento, questa vicenda non ha un preciso punto di arrivo. Ora come ora non conosciamo il fine dei personaggi. Non si tratta di ritrovare un manufatto, di distruggere un oggetto maligno o di sconfiggere un antagonista. Le storyline e i misteri sono tantissimi, ma il lettore non ha idea di dove si stia andando, di dove verrà posizionata la linea di arrivo. Questo, ai miei occhi, rende tutto molto caotico, si incamerano tantissime informazioni, ma non si sa bene per quale fine. Non stiamo avanzando per ricevere un premio e per sapere qualcosa, non conosciamo né la strada né il luogo di arrivo.

Tutti questi difetti mi hanno reso la lettura piuttosto pesante e non sono riuscita a godermela quanto avrei voluto. Si tratta comunque di una saga che ha ottime premesse e che è stata creata con grande inventiva e originalità. Di conseguenza sono abbastanza sicura di voler proseguire la lettura, anche per curiosità personale, non amo lasciare le cose a metà e voglio proprio vedere come si concluderà la storia di Ofelia.

Vi consiglio questa lettura (e anche il romanzo precedente) se siete in cerca di qualcosa di leggero e piacevole, di un fantasy immersivo con caratteristiche molto precise e ben delineate. Penso che meriti una chance anche solo per l’ambientazione, perché così non la troverete da nessuna parte. Detto questo ho letto fantasy che ho apprezzato decisamente di più durante i miei anni da lettrice e che consiglierei prima di questa saga.

Fatemi sapere se l’avete letto e come la pensate a riguardo, se siete d’accordo con me o meno.

Alla prossima

Federica

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