Figlie di una nuova era – Carmen Korn

Figlie di una nuova era

Autore: Carmen Korn

Anno di pubblicazione: 2018

Editore: Fazi Editore

Pagine: 432

Amazon: Figlie di una nuova era

Oggi vi voglio parlare di un’uscita recente che negli ultimi tempi ha fatto parlare molto di sé a causa delle altissime aspettative che gran parte di noi lettori ci eravamo creati. Sto parlando, come ormai avrete capito, di “Figlie di una nuova era” di Carmen Korn. Si tratta del primo volume di quella che diventerà una trilogia, la cui storia è ambientata nella Amburgo di inizio Novecento. La narrazione ha inizio nel 1919 e termina nel 1948. Questo romanzo si presenta come un’appassionante saga che si concentra sulle vicende di quattro donne tedesche, diverse tra loro per estrazione sociale, background culturale, credo religioso, politico eccecc. che si troveranno ad affrontare tutte le difficoltà legate all’ascesa del nazismo in Germania e allo scoppio della Seconda guerra mondiale.

Come molte altre persone quando la Fazi presentò il volume sui suoi profili social rimasi molto colpita dalle premesse, ai miei occhi “Figlie di una nuova era” poteva diventare la nuova serie del cuore e riempire almeno un pochino quel vuoto lasciato dalla lettura de “L’amica geniale”, che ho completato lo scorso anno. L’idea di un romanzo che esplorasse la psiche di quattro giovani donne in un periodo storico tanto complesso quanto affascinante, mi aveva immediatamente attirata e così il volume è finito dritto dritto in wishlist. Una volta uscito ho fatto passare davvero poco tempo prima di acquistarlo e mi sono immersa nella lettura tanto agognata quasi immediatamente. Ho trovato quello che desideravo? “Figlie di una nuova era” è riuscito ad accontentarmi? Ci ho lasciato il cuore? Sì e no, ma ora vi spiego meglio.

Da un lato mi rendo conto che il peso che mettevo sulle povere spalle di questo libro era esagerato ed era naturale da parte mia rimanere almeno un pochetto delusa, il problema è che questo romanzo si discosta quasi totalmente dall’idea che mi ero fatta io nella mia testa. Colpa mia? Probabilissimo, però non posso esimermi dal sottolineare qualche aspetto che ritengo davvero un po’ problematico e che va al di là di quello che io richiedevo al libro. Andiamo per gradi, inizierò parlandovi di cosa mi è piaciuto, per poi arrivare alle parti che, per me, si sono rivelate deludenti e infine parliamo di ciò che oggettivamente non va nel romanzo.

Punti positivi: Se siete degli amanti delle saghe famigliari “Figlie di una nuova era” non potrà fare a meno di fare breccia nel vostro cuore. Vi troverete infatti davanti un cast di personaggi vastissimo e variegato, che vedrete crescere davanti ai vostri occhi. Mano a mano che si procede con la lettura i personaggi cambiano, si fanno più consapevoli, più maturi, questo accade in gran parte a causa dei terribili avvenimenti di quegli anni. I personaggi dovranno cercare di sopravvivere al meglio alla Seconda guerra mondiale e anche agli strascichi che questa si porterà dietro. Ci troviamo in Germania, dunque potete immaginare come la situazione si farà difficile, a tratti tragica, per alcuni di loro. L’aspetto corale del romanzo è trattato molto bene, l’autrice riesce ad instillare nel lettore la curiosità necessaria per proseguire nella lettura. E’ naturale voler sapere come prosegue la storia e quale sarà il destino dei nostri personaggi favoriti. La scrittura è un altro punto a favore di “Figlie di una nuova era”, la prosa della Korn è chiara, sintetica, non si perde mai in descrizioni arzigogolate, ma si limita a raccontarci quello che sta accadendo in quel momento. Definirei il suo stile quasi “telegrafico”, si compone infatti di brevi paragrafi in cui ci vengono riportati per lo più dialoghi tra i personaggi. In poche righe ci viene spiegata la situazione e poi si passa al pezzo seguente, a volte i paragrafi narrano di eventi che accadono in contemporanea, mentre altre volte ci sono stacchi di mesi tra uno e l’altro. Ritengo che questa sia stata una scelta molto furba e interessante da parte dell’autrice, non c’era altro modo per narrare quasi trent’anni di vita di tantissimi personaggi.

Punti che, secondo il mio gusto, potevano essere migliorati: Come vi dicevo poco fa, quando ho saputo dell’uscita del romanzo e ho letto la sinossi me ne sono immediatamente innamorata, poiché mi aspettavo una saga storico-famigliare che mi facesse immergere in quella che è stata l’esperienza delle donne tedesche durante la Seconda guerra mondiale, alla fine non è andata proprio così. Sono riuscita ad immergermi nelle vite delle protagoniste, ma il background storico non ha avuto lo spazio che meritava. Durante la prima metà del romanzo gli accenni storici sono quasi del tutto assenti, il che è un peccato, perché, per quanto mi riguarda, mentre gli eventi salienti della guerra sono noti a tutti, il clima che si respirava in Germania nel periodo antebellico poteva veicolare spunti molto interessanti, potevano essere raccontati momenti o realtà che solitamente rimangono un po’ in secondo piano. Nella seconda parte vengono fatti degli accenni alla storia, ma il tutto rimane molto sulla superficie. Mi rendo conto che non stiamo parlando di un periodo storico nebuloso e sconosciuto, ma, a maggior ragione, trovandoci in un periodo storico di estrema importanza la contestualizzazione storica non può avere un ruolo quasi inesistente, a mio parere. Ritengo anche che sarebbe stato doppiamente interessante se le vicende delle protagoniste fossero state ancora più intrecciate a quello che stava cadendo in ambito politico e militare. Questo è chiaramente una critica che muovo guidata dai miei gusti personali. A Settembre ho avuto modo di leggere “Via col vento” di Margaret Mitchell, che può a sua volta essere definito una saga storico-famigliare, anche in questo caso le vicende dei personaggi si intrecciano con un famoso avvenimento storico, ovvero la guerra di secessione americana, e la narrazione copre moltissimi anni. La Mitchell fa però una scelta totalmente diversa rispetto alla Korn, ovvero quella di rendere la storia protagonista e decide così di interrompere la narrazione in alcuni punti per ricapitolare quello che stava accadendo sul fronte e in ambito politico. La seconda strategia incontra molto di più i miei gusti, quindi ho sentito molto la mancanza della contestualizzazione nell’opera della Korn.

Punti che oggettivamente potevano essere resi meglio: “Figlie di una nuova era” è popolato da un numero davvero alto di personaggi e ad ognuno di essi è dato dello spazio. Proprio per questo la scelta di utilizzare una prosa diretta e stringata. La Korn non riporta soltanto i punti di vista delle quattro protagoniste, ma anche quelli di tutti i personaggi secondari presenti nel romanzo. I punti di vista non cambiano in ogni capitolo, come spesso accade, ma bensì in ogni paragrafo. Immaginate una narrazione piuttosto frammentata in cui ogni poche righe cambia la voce narrante. Ritengo, che per quanto questo possa incontrare il favore di alcuni lettori, sia un metodo molto confusionario di narrare una storia. Soprattutto all’inizio, poiché vi trovate catapultati nelle vicende in medias res e da subito si ha questo continuo switch dei punti di vista. Finché non riuscirete ad abituarvi sarà difficile distinguere i diversi personaggi, le loro parentele, le loro idee o i loro caratteri. Dopo qualche capitolo si riesce a venire a patti con questa modalità, almeno per me è stato così, ma è necessario un po’ di tempo per avere chiara la situazione.

Riassumendo, ritengo che “Figlie di una nuova era” sia un prodotto valido, anche se non si è rivelato il capolavoro che io tanto desideravo leggere. Se cercate una lettura leggera, che scorra come acqua, fa decisamente per voi. E’ una storia in cui immergersi totalmente senza mai alzare la testa dal libro. Se invece come me cercavate qualcosa che vi fornisse anche un quadro storico interessante e completo, non è proprio il romanzo che vi consiglierei.

Per me è tutto, fatemi sapere cosa ne pensate voi, se l’avete letto, se vi incuriosisce eccecc

Alla prossima

Lux

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