Fidanzati dell’inverno – Christelle Dabos

Fidanzati dell’inverno

 

Autore: Christelle Dabos

Anno di pubblicazione: 2018

Editore: Edizioni e/o

Pagine: 504

Amazon: Fidanzati dell’inverno. L’Attraversaspecchi: 1

Dopo svariati anni nel 2018 ho deciso di fare qualche passo indietro e riprovare a tornare nel mondo del fantasy. Quando ero più piccola era uno dei miei generi preferiti, è stato uno di quelli che mi hanno avvicinata alla lettura e gran parte di quelli che erano i miei scrittori preferiti, sono autori fantasy. Col passare degli anni mi sono distaccata sempre più da questo mondo, fino ad arrivare al punto in cui sono ora. Sono diventata solo una spettatrice per quanto riguarda questo genere, mi piace sentirne parlare, ma non mi reputo una lettrice attiva. Ecco, nel 2018 le cose sono un po’ cambiate. Grazie alle bellissime pubblicazioni di quest’anno sono riuscita a recuperare lavori davvero validi e la mia curiosità nei confronti del fantasy aumenta di giorno in giorno. Proprio grazie a questo mio percorso di “recupero” sono arrivata ad avere tra le mani il volume di cui parliamo oggi, la rivelazione del 2018, ovvero “Fidanzati dell’inverno”.

Ci troviamo in un mondo futuro dai tratti fortemente steampunk. La Terra non è più quella che conosciamo, ma è divisa in tanti pezzi che ora fluttuano sospesi nel nulla. Ognuno di questi pezzi è chiamato arca, ognuno ha le sue caratteristiche climatiche, governative, sociali e così via. La nostra protagonista è Ofelia, una ragazza che vive su Anima e che lavora presso l’archivio storico. Ofelia è goffa, maldestra, timida, ma ha anche dei doni incredibili. E’ infatti una lettrice, col solo tocco delle mani può risalire al passato di un oggetto, ed è anche in grado di spostarsi da un luogo all’altro passando attraverso gli specchi. La narrazione si apre in un periodo difficile della sua vita, di lì a poco sarà infatti costretta ad abbandonare la famiglia e a sposare un uomo di un’altra arca che lei non ha mai visto. Verrà così portata sull’arca Polo, un luogo freddo, inospitale, pieno di insidie. A Polo tutto gira intorno alla corte, dove si aggirano moltissimi personaggi pericolosi. Nessuna delle persone che Ofelia incontrerà lì sarà degna di fiducia, perché tutti si fanno strada a furia di bugie, inganni, tradimenti. Riuscirà Ofelia a sopravvivere in mezzo a tutto ciò e a capire perché proprio lei, una ragazza qualsiasi, è stata scelta per questo matrimonio?

Inizio col dire che questo romanzo è stata una lettura piacevolissima, ho scelto di leggerlo in un periodo non proprio sereno della mia vita per distrarmi e questo è ciò che è successo. L’ho divorato in un paio di giorni e mi ha catturata completamente. Nonostante ciò, non posso dire che “Fidanzati dell’inverno” sia il libro perfetto o un libro imprescindibile. Ora vi racconto che cosa mi è piaciuto e che cosa invece mi ha fatto un po’ storcere il naso.

Il mondo creato dalla Dabos è molto interessante e originale. Nella prima parte, quando ci troviamo su Anima, mi ha ricordato molto l’universo di “Fairy Oak” di Elisabetta Gnone, mentre su Polo veniamo catapultati in una sorta di Capital City di Hunger Games immersa in un gelido inverno. Le influenze sono numerose e ben percepibili, ma l’autrice riesce a mescolare le carte in tavola, a fare una sorta di collage di più elementi che danno vita a qualcosa di totalmente nuovo. Le descrizioni dell’architettura e della gerarchia di Polo sono molto affascinanti, penso che siano state la parte che più ho apprezzato del romanzo, dato che mi hanno dato mondo di entrare totalmente in questo mondo sconosciuto. Un altro punto a favore del romanzo, a mio parere, è l’intreccio. La Dabos parte in punta di piedi, dandoci modo di entrare nella sua mente, senza però dilungarsi in spiegoni inutili, ma solamente mostrandoci pezzo dopo pezzo quello che lei si è immaginata. Inizia poi la vicenda vera e propria, che non è fatta di azione, ma di ragionamenti, di piccoli particolari, piccoli pensieri e movimenti, che come tanti pezzi di un puzzle si uniscono per formare le figura finale. Non è una narrazione caotica, carica di azione, ma scivola piacevolmente sotto agli occhi, anche se con un ritmo poco serrato.

Quello che invece non sono proprio riuscita ad apprezzare è stata la costruzione dei personaggi. I protagonisti, in primis, mi sono parsi due macchiette, l’ennesima versione della coppia da fantasy per eccellenza. Abbiamo infatti una protagonista femminile goffa, bruttina, ma buona e intelligente, che col suo fare da pesce fuor d’acqua farà breccia nel cuore del protagonista maschile, che invece si presenta come una persona algida e tutta d’un pezzo, priva di emozioni e sentimenti, a cui non importa nulla di lei, che non è altro che un fastidio, ma che finirà per sciogliersi e accettarla proprio perché diversa. Suona familiare, vero? Non c’è nessun elemento innovativo in Thorn e Ofelia, nessuna caratteristica interessante, che rimanga in mente a lettura completata. Sono cliché viventi privi di spessore. Risultano molto più interessanti i personaggi secondari, che pur privi di un vero e proprio approfondimento psicologico, presentano almeno qualche tratto particolare, o comportamento fuori dagli schemi. Questo è un grande peccato ed una grande pecca, soprattutto se si tiene conto della cura e della bravura con cui invece è stato dipinto il mondo che li circonda. E’ difficile innamorarsi di una storia se tutti i personaggi che la compongono non hanno nulla di distintivo, nulla in cui il lettore possa rivedersi.

Per riassumere, ritengo che “Fidanzati dell’inverno” sia tutto sommato una lettura molto piacevole, scorre che è una meraviglia e tiene molta compagnia. Non è perfetta, ma se cercate qualcosa che possa distrarvi un po’ dalla vita di tutti i giorni è quello che fa per voi.

Fatemi sapere cosa ne pensate voi, se l’avete letto e se siete d’accordo con le mie considerazioni.

Alla prossima

Lux

 

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