Appunti di un giovane medico – Bulgakov

Appunti di un giovane medico

 

Autore: Michail Bulgakov

Anno di pubbblicazione: 1963

Editore: BUR

Pagine: 202

Trama (da Amazon): Questi racconti tesi, asciutti, drammatici, percorsi da una vena sottile di umorismo narrano, in prima persona, alcuni episodi vissuti dall’autore in un angolo sperduto della provincia russa a contatto con un’umanità primitiva e superstiziosa. Essi sono la trasposizione letteraria della durissima “prova iniziatica” subita dal giovane Bulgakov, appena uscito dalla facoltà di medicina e spedito a dirigere un ospedale rurale e ad affrontare, da solo, casi clinici spesso sconvolgenti. Costituiscono inoltre il punto d’incontro della duplice personalità scientifica e artistica di Michail Afanas’evic e testimoniano il suo passaggio dall’attività medica all’attività di scrittore.

 

Nel 1916 Bulgakov, fresco di laurea in medicina, fu mandato in un ospedale di campagna. Qui si trova davanti a casi complessi, a abitanti delle campagne testardi e a un clima per nulla favorevole. Proprio grazie a tutte queste difficoltà, col senno di poi, l’esperienza si rivelò preziosissima. L’autore in questo volume presenta diversi episodi relativi al suo periodo di permanenza nella clinica e riporta i casi più particolari che si è trovato a fronteggiare. Si tratta dunque di una raccolta di racconti, tutti piuttosto brevi, ognuno di essi si focalizza su un paziente o una giornata in particolare. Fanno eccezione gli ultimi tre racconti “L’eruzione stellata”, “Morfina” e “Io ho ucciso”, che presentano una costruzione un po’ diversa.

Non aspettatevi un mattone incentrato su una medicina, ormai, arcaica. Bulgakov sceglie di raccontare queste vicende con un’ironia che non mi sarei mai aspettata. La velocità con cui le pagine vi scorrono tra le dita è incredibile. Ho terminato la lettura in poche ore e, nonostante ciò, di questo volume mi è rimasto moltissimo. Ho trovato interessanti le pratiche mediche, sempre descritte in modo dettagliato, e le reazioni di questo giovanissimo medico improvvisamente catapultato in mezzo alle ferite più cruente e alle malattie più crudeli. Il volume inoltre offre uno spaccato della vita in Russia dei primi del Novecento, anche questo aspetto mi ha colpita molto. I racconti che ho preferito sono stati il secondo, ovvero “Il battesimo del rivolgimento” e “Morfina”. Il primo è più leggero, mi ha fatta divertire, mentre il secondo presenta toni molto più cupi. La prosa di Bulgakov è notevole, certi passi potrebbero essere stati scritti pochi giorni fa e sono rimasta stupita dalla maestria con cui passa dal descrivere le reazioni quasi comiche del protagonista, a narrare  il declino di un essere umano, il suo viaggio verso uno dei baratri più oscuri che si possano incontrare.

Consiglio caldamente la lettura di questo volume, occuperà poche ore, ma vi assicuro che saranno bellissime. Oltre al libro, se volete riempire qualche pomeriggio annoiato e non sapete cosa guardare, vi consiglio la serie tv omonima con Daniel Radcliffe e Jon Hamm, le puntate sono veloci e vi assicuro che vi strapperanno una risata.

 

Spero che la recensione vi sia stata utile, fatemi sapere se avete letto questo libro e se vi è piaciuto

Alla prossima

Federica

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